Amore: ma di cosa stiamo parlando?

Benché l’amore come emozione sia la forza più potente dell’universo, il concetto di amore può generare equivoci e malintesi.


Parliamo di AMORE-emozione (non quello spirituale).
E’ quel legame, quella spinta inevitabile che ci porta a unirci, a stringerci e a legarci, a tutto ciò e a chi da risposta al nostro bisogno.
L’amore è la forza che ci porta ad unirci con un'altra persona, determinando il senso di appartenenza.
L’amore come emozione è assai potente.
Il cucciolo dell’uomo non riesce a sopravvivere senza l’appartenenza a una persona adulta. Si lega. Le difficoltà e le mancanze di appartenenza sotto i primi mesi di vita, si risentono per tutta la vita successiva.
L’orsacchiotto nelle mani dei bambini sostituisce la mamma, se lo tirate via, il bimbo strilla. Perché è deprivato di qualche cosa che lui ama.
E’ un’emozione potentissima, quando manca qualcosa scatta il lutto. Anche nei bambini, per cui la separazione, il distacco, la mancanza generano immediatamente dolore.
La mancanza del legame amoroso genera dolore. Se la permanenza del distacco resta, può diventare dolore più rabbia. Se si comincia a pensare e a sentire che sarà sempre mancante arriva la paura. Nessuna cosa fa più paura di perdere il legame amoroso. Ci arrabbiamo quando non funziona come vorremmo e ci provoca dolore quando è tagliato.

Questo è l’amore come emozione, poi c’è il sentimento dell’amore, c’è l’affetto. Ma ora restiamo sull’amore come emozione e non c’è nessun altra parola che lo sostituisca. L’amore è proprio questo.
L’amore che lega il Padre Dio al Figlio è la Terza Persona della SS. Trinità. Lo Spirito Santo è la persona che fa da collante.
La parola amore è piena di equivoci, eppure è talmente grande che comprende l’universo intero. E’ talmente grande, vera e profonda, che chiamiamo Dio Amore.


foto per gentile concessione di Claudia Rispoli ©

Poi c’è la restante parte dell’amore: l’innamoramento, ma questo è un sentimento. Il voler bene, che è voler bene con il sentimento è una scelta della volontà, che può portare a dare la vita, addirittura per l’oggetto, per la persona che amo. E’ sempre amore.

Esiste l’amore per la nostra specie. L’amore fraterno, tra fratelli, è quello che fa crescere insieme, ed è straordinario: un amore particolare, è una sfida continua, una rivalità continua, perché devono spartirsi l’oggetto di piacere che è la mamma o il babbo. Quindi i fratelli devono litigare necessariamente, fra loro, per lo spazio, ma è un legame vero. Se il fratello fuori casa, sente che prendono in giro la sorellina, si arrabbia  e la difende, battendosi a sangue per lei; magari poi in casa si “bastonano” reciprocamente di santa ragione. L’amore fraterno fa crescere insieme.

Esiste l’amore tra gli amici. E’ quello che quando c’è un bisogno, l’amico da risposta per quanto può, senza nulla chiedere in cambio, sennò non è amicizia, sennò è amore sponsale.
C’è l’amore erotico che viene però subito collegato all’aspetto egoistico, se ci facciamo entrare la morale che lo vede cattivo. Ma non è così. Poi c’è l’amore responsabile, altruista.I greci hanno chiamato “eros” il primo e “agape” il secondo. Noi diciamo amore egocentrico quello centrato su di sé e amore responsabile quello altruista. La mamma che dice al bambino “no perché ti fai male, se esci in strada così” è amore responsabile.
L’amore sponsale è erotico, in partenza.
Perché si sviluppi l’amore erotico, sponsale, la persona deve avere desiderio, e il desiderio nasce dal piacersi. Siamo fatti così. Il rapporto sessuale, non lo si può fare se non si tiene presente l’altra persona, quindi per poterlo fare devo metterci qualcosa di mio. Ma lo metto per me. Questo costituisce il rapporto sponsale, lo si fa “spudoratamente” per sé, non c’è altra via, ma tenendo conto, sempre, dell’altra persona… senza obbligarla, senza adattarsi, altrimenti non è paritario, reciproco e libero.

 

E’ il bisogno che ci rende umani e l’amore aumenta il bisogno di appartenenza. Il bisogno porta con sé una mancanza, una privazione, qualcosa da riempire, ci fa sentire deboli e fragili.

Ecco perché abbiamo bisogno di appartenere, di amare e di essere amati.




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