Rabbia: urlo dunque sono.

L’espressione della rabbia è la porta per il benessere.

 

La RABBIA è un’emozione che ci carica di aggressività e tensione. Esprimerla anziché agirla può provocare, oltre a effetti concreti sulla realtà che ci circonda, un immediato sollievo e conseguente benessere fisico ed emotivo. Quando un pericolo permane, dopo la paura scatta la rabbia, il calore che ci fa ribollire e, salendo dal centro del corpo, ci arrossa il viso.
La percepiamo sulle spalle, sul torace. Ci alziamo eretti, diventiamo pesanti, cominciamo a respirare molto profondamente, disponiamo per bene i piedi per terra e il sangue comincia a rifluire, non negli arti superiori, ma al centro del tronco e lo gonfia, motivo per cui lo sentiamo crescere, pieghiamo la testa in avanti e siamo pronti all’attacco. La rabbia si sente dalla cervicale fino alla bocca dello stomaco. Una rabbia repressa, anche antica, porta tensione sulle vertebre con la conseguenza di dolori e malanni alla cervicale.
La rabbia prepara l’organismo a resistere all’assalto e, guarda caso, chi è arrabbiato e si ferisce alle mani perde poco sangue e la ferita si rimargina subito. Questa cosa è straordinaria: è fisiologica.A volte noi conserviamo la nostra rabbia repressa fin dalla più tenera età, rischiando sofferenza e problemi per tutta la vita.La rabbia è positiva: promuove la vita; è energia per affrontare gli ostacoli, raggiungere gli obiettivi. Non va confusa con la violenza.
Chi è arrabbiato non è cattivo.
La rabbia si può esprimere urlando, non agendola, quindi senza entrare nella violenza. Si può esprimere positivamente. È molto importante parlarne, comunicare la propria rabbia.

Se la si considera in modo moralistico si pensa che chi si arrabbia sia cattivo. Può anche esserlo, ma solo se fa seguire azioni compiute con rabbia. È un equivoco in cui è facile cadere.
Chi si arrabbia è semplicemente vivo. Grazie alla rabbia affronta il pericolo, gli ostacoli, riprende daccapo in caso di fallimento, non accetta le ingiustizie.



foto per gentile concessione di Ramon Nestor Vega ©

 

È facile scoprire chi è arrabbiato. Lo si vede e lo si sente subito.Mostra rossore immediato al volto, o pallore se vi è unita della forte paura, oppure il volto si fa terreo, coinvolgendo la bile. Questa era chiamata un tempo la peggiore delle rabbie: la rabbia verde, che comprendeva una corona di sentimenti concomitanti: ritorsione e risentimento, invidia, cocciutaggine e ostinazione, vendetta, etc.La rabbia mette le spalle e le braccia in tensione, la mascella si fa dura e le labbra strette e chiuse, l’occhio è puntato e fisso, la voce diventa un urlo prorompente; il torace si gonfia, si diventa pesanti e si prende posizione di attacco e sfondamento, con i pugni chiusi, il respiro teso e veloce che utilizza non gli apici dei polmoni, bensì la parte centrale. Il cuore può battere all’impazzata, si sente caldo, lo stomaco oppresso e un senso di esplosività generale, difficile da trattenere.

Oltre il pericolo, per affrontare il quale la rabbia sottentra alla paura, muovono alla rabbia l’ingiustizia, i torti subiti, le costrizioni, le malattie invalidanti, la sofferenza inutile.

La rabbia è comunque un’energia positiva che va ammessa ed espressa: è difficile gestirla, ma se si dice subito che si è arrabbiati, si riesce a farlo con maggior facilità.






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